Rent to buy

importante applicazione alla cessione di azienda

A seguito dell’introduzione del decreto “Sblocca Italia”, convertito con la legge  11 novembre 2014, n. 164, vi è stata un’ulteriore estensione del contratto rent to buy all’istituto di cessione d’azienda.
Come sostenuto dalla fondazione italiana del notariato, l’applicazione del rent to buy alla cessione d’azienda permette di ottenere “l’immediato godimento di un bene a fronte di un differimento del passaggio di titolarità”. Tale formula è stata ideata per l’acquisto della prima casa, visto il suo notevole vantaggio fiscale, ma può essere applicata proprio per questo, anche alla compravendita di aziende.
Il contratto è così strutturato: il locatario versa inizialmente una caparra pari al 25/30% dell’immobile; nei tre anni successivi alla stipula del contratto si paga metà del restante 70%, mentre il rimanente viene versato all’atto della cessione.
Importanti sono i vantaggi sia per chi vende, sia per chi compra. Si deduce facilmente, infatti, che l’acquirente può disporre subito dei beni dell’azienda, pagandoli a rate anziché in anticipo; mentre la suddivisione dell’intero costo in diverse fasi e soprattutto in diversi importi permette di ottenere più agevolmente i finanziamenti .
D’altro canto, chi vende l’azienda ha maggior possibilità di trovare acquirenti e di alleggerire i costi di gestione addebitandoli al detentore.
Vista la stagnazione del settore immobiliare, il rent to buy rappresenta con buone probabilità una strategia efficace per la ripresa del mercato.
Il nostro studio segue con particolare attenzione i contratti rent to buy, con tutte le problematiche connesse alla cessione d’azienda.

 

Milano, lì 27/2/2017

 

Avv. Stefano Salvetti